Henné per capelli

Henné per capelli

Scopri come utilizzare questo prodotto naturale per tingere e curare i capelli, cosa si intende per henné neutro, rosso, biondo e nero e quale scegliere.

L’henné è un prodotto naturale ormai estremamente diffuso e utilizzato, soprattutto per realizzare tatuaggi su piedi e mani e per tingere e rinforzare i capelli.

Tuttavia esiste ancora molta confusione per quanto riguarda i diversi tipi in commercio e riguardo a come utilizzarlo.

Vediamo insieme di fare chiarezza.

Il vero henné è rosso

Rosso, neutro, biondo, nero… In commercio esistono tantissime tinte naturali che riportano il nome “henné” sulla confezione accanto ad un colore e, spesso, anche una specifica tonalità.

In realtà henné è il nome di una pianta, la Lawsonia inermis. Dalla macinazione delle sue foglie si ricava una polvere finissima dall’alto potere tingente e di un solo colore, il rosso.

Tutte le altre tonalità derivano dall’aggiunta di altri ingredienti naturali oppure dall’utilizzo di altre erbe tintorie.

L’henné neutro, ad esempio, viene prodotto attraverso la macinazione della cassia (cassia italica e cassia obovata). Non ha particolari proprietà tingenti, ma può far risaltare i riflessi caldi e dorati nelle chiome bionde e inoltre rende i capelli più forti e voluminosi, andando anche a regolarizzare la produzione del sebo.

L’henné nero, invece, si produce dall’indigo (Indigofera tinctoria), una pianta che rilascia un pigmento bluastro e contribuisce a rinforzare e lucidare i capelli. Ha una funzione seboregolatrice che lo rende particolarmente adatto anche a chi ha i capelli grassi.

Nessuna di queste piante ha la capacità di schiarire i capelli. Viene quindi spontaneo domandarsi quale sia la funzione del cosiddetto henné biondo. Non si tratta di un pigmento vero e proprio, ma della combinazione di diversi ingredienti, tra cui la cassia, la camomilla e il rabarbaro. Non ha la capacità di schiarire i capelli scuri, ma dona riflessi dorati ai capelli già chiari e qualche colpo di luce ai capelli leggermente più scuri. Contenendo della cassia, può essere usato per proteggere e curare i capelli.

In commercio esistono inoltre moltissime tonalità di henné, dal rosso Tiziano al rosso rame, dal mogano al castano scuro. Per ottenere queste sfumature, all’henné vengono miscelate altre erbe in quantità variabili (indigo, katam, alcanna, etc), fino a raggiungere la sfumatura desiderata.

Henné: quale scegliere?

Se stai cercando il tipo di tinta naturale più adatta a te, ecco alcuni consigli e suggerimenti da tenere in considerazione per fare la tua scelta:

  • Ricordati che la sfumatura che otterrai sui tuoi capelli varierà in base al tuo colore di partenza e alle caratteristiche proprie di ogni singola pianta, che non saranno mai completamente uguali tra un arbusto e l’altro. Ti consigliamo di fare sempre una prova su una ciocca nascosta prima di tingere l’intera chioma.
  • A differenza delle tinte artificiali, i pigmenti delle piante tintorie non penetrano nel capello, ma lo avvolgono all’esterno. L’henné rosso è quello che dura più a lungo e il più adatto a coprire i capelli bianchi: si lega alla cheratina dei capelli e tende a scaricare poco colore con i lavaggi. Questa sua caratteristica porta anche alcuni svantaggi, uno su tutti il fatto che, una volta tinti i capelli, non è più possibile togliere la tinta e nemmeno ricolorare i capelli per cercare di cambiare tonalità: sopra la pellicola di Lawsonia non aggrappa nessun colore e l’unica azione possibile è quella di aspettare che crescano e tagliarli.
  • Se decidete di usare una tinta a base di indigo o cassia e volete aumentare il suo potere aggrappante, assicuratevi che sia presente una piccola quantità di Lawsonia, ricordandovi però che, in questo modo, i riflessi della tinta diventeranno più o meno rossastri.
  • Se usati a lungo e spesso, l’henné, la cassia e l’indigo tendono a scurire i capelli, soprattutto il primo dei tre, con il quale il cambiamento diventa permanente. Per ovviare a questo problema, puoi decidere di tingere soltanto la ricrescita.
  • Accertati che il pigmento che andrai ad utilizzare sia puro al 100% o, in caso di miscele di erbe, che non contenga ingredienti chimici, come ad esempio il picramato, un colorante chimico che può anche scatenare reazioni allergiche.
  • Se hai i capelli trattati con una tinta chimica o decolorati, non utilizzare l’indigo, perché la combinazione di questi elementi potrebbe creare dei riflessi verdi anche dopo diversi mesi.

Come utilizzare l’henné

Per applicare l’henné o un’altra erba tintoria sui capelli è necessario innanzitutto miscelare la polvere con dell’acqua, meglio se calda. Il calore, infatti, fa sì che il rilascio del pigmento avvenga più velocemente.

Il composto va poi lasciato “ossidare” in un contenitore per un tempo che può variare in base al tipo di erba utilizzato e alla temperatura dell’acqua: per l’henné è necessario un tempo che va dalla mezz’ora (con acqua a circa 40°) fino a diverse ore. Per l’indigo invece sono sufficienti pochi minuti (non più di mezz’ora), mentre per la cassia non ci sono problemi. È importante tenere questo composto ben chiuso in un contenitore ermetico oppure con della pellicola, per evitare che si secchi.

Trascorso il tempo, la pasta (piuttosto liquida) va applicata sui capelli puliti con l’aiuto di un pettine e di un pennello; infine i capelli vanno avvolti in una pellicola trasparente oppure raccolti in una cuffia per capelli, per mantenerli umidi, condizione essenziale perché il pigmento rilasci il colore.

Sopra a questa copertura, ti consigliamo di indossare una berretta o un panno di lana, in modo da tenere la testa calda.

La tinta va lasciata in posa per un tempo che va dalle 2 alle 4 ore, in base al tipo di pianta presente, e poi sciacquata con acqua calda oppure con uno shampoo molto delicato. Fonte Lo Staff di Macrolibrarsi

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