Cannabis per Tutti

Cannabis per Tutti 

La cannabis è normalmente conosciuta come pianta utilizzata ed effetto stupefacente soprattutto dai giovani ma non solo. In realtà le proprietà della cannabis sono ben più ampie infatti può essere utilizzata anche a fini terapeutici (marijuana terapeutica): una pianta naturale che talvolta può evitare inutili sofferenze, valida alternativa ai tradizionali farmaci antiemetici.

La cannabis terapeutica. Dalla sclerosi multipla alla terapia del dolore, sono diversi gli ambiti terapeutici in cui questa pianta può trovare impiego. E’ di metà Gennaio la notizia che in Valle d’Aosta sarà consentito l’uso della cannabis terapeutica sui malati di sclerosi multipla e tumore. La notizia ha fatto scalpore eppure già da qualche anno i pazienti con sclerosi multipla in fase avanzata potevano utilizzare uno spray nasale con un principio attivo ricavato dalla cannabis. Anche la Lombardia ha da pochissimo detto si alla cannabis terapeutica, ma solo in ospedale e per cinque tipi di patologie. Ma Valle d’aosta e Lombardia non sono le prime ad adottare misure di questo tipo: già dieci regioni hanno legiferato recentemente sulla materia.

All’ospedale Santa Chiara di Pisa 800 persone malate di sclerosi multipla, Sla, dolori del tumore e neuropatie, come schiacciamento delle vertebre, sono in terapia con farmaci  a base di cannabis. Nel reparto guidato dal dottor Paolo Poli si cerca inoltre di allargare la cerchia delle patologie da trattare con la cannabis. Dato che ogni volta che si parla di cannabis si scatena una diatriba riguardo l’uso di questa sostanza, classificata come stupefacente e il cui consumo è illegale nel nostro Paese, cerchiamo di fare un pò di chiarezza.

La pianta della discordia. La cannabis o canapa fa parte della famiglia delle Cannabaceae. Fin dall’antichità è stata usata per scopi molteplici ( le sue fibre sono state impiegate per fare corde, tessuti e carta) compreso anche quello terapeutico come pianta medicinale, almeno fino a quando non è diventata illegale. Essa contiene una serie di sostanze stupefacenti psicoattive chiamate cannabinoidi, che sono in grado di interagire con dei particolari recettori della membrana cellulare (detti appunto recettori cannabinoidi) che si trovano per la maggior parte nelle aree del cervello e che controllano funzioni cognitive.

L’interazione dei cannabinoidi con i ricettori sensibili a tali sostanze ha effetti diretti e negativi sul sistema immunitario, sul sistema nervoso centrale e su alcuni organi come fegato, reni e polmoni. Gli stessi cannabinoidi, però, da anni sono studiati per un impiego in ambiente terapeutico con pazienti in stadio avanzato, in particolar modo di sclerosi multipla e tumore. In uno degli ultimi articoli sull’argomento, pubblicato sulla rivista scientifica JAMA nel 2015, sono stati tuttavia messi in evidenza gli svariati usi della cannabis terapeutica, che si è dimostrata efficace contro la nausea e il vomito nei pazienti che fanno chemioterapia, per stimolare l’appetito nei malati di AIDS, contro il dolore cronico, per la spasticità nei malati di sclerosi multipla o di paraplegia, ma anche contro la depressione, i disturbi del sonno, la psicosi, il glaucoma e la sindrome di Tourette.

Breve estratto dall’articolo Cannabis Terapeutica pubblicato dalla rivista Vivi Consapevole n. 44 pag. 74

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