La rivoluzione dei frullati verdi

Nel corso della mia ricerca, ho notato che gli scimpanzé adorano le foglie verdi. Ricordo che li guardavo allo zoo e li vedevo agitarsi elettrizzati quando venivano loro offerti rami freschi di acacia, foglie giovani e tenere di palma o di cavolo a foglia lunga.

Osservandoli, un giorno mi sentii così ispirata che andai a raccogliere le foglie dei vicini cespugli di acacia e provai a mangiarle. Ma quelle foglioline verdi per me non erano molto appetitose, e questo poneva un altro problema: mangiare le verdure a foglia mi era sempre sembrato un dovere.

Pensavo sempre fra me e me:
“Devo mangiare le verdure”.

A volte “imbrogliavo” centrifugandole: bevevo in fretta un bicchiere di succo verde e mi consideravo a posto per un paio di giorni. Oppure, prima di eliminare gli oli, riuscivo a mangiare volentieri le verdure a foglia preparando un saporito condimento crudo e affogandocele. Non mi sarei mai sognata però di mangiare per pranzo un mazzo di cavolo nero o di spinaci.

Se io non amavo le verdure verdi, mio marito Igor non poteva neppure tollerarle. Da ragazzo era stato incoraggiato a mangiare quasi esclusivamente carne e pane, “come un vero uomo russo”. Vivendo in Russia, raramente vedevamo nei negozi verdure a foglia verde. Al mercato dei contadini si potevano comprare l’aneto, il prezzemolo e le cipolline verdi, ma solo in estate. Ricordo che nei mesi estivi vedevo solo un paio di volte la lattuga, e la consideravo un ortaggio raro ed esotico.

Più leggevo sul contenuto nutrizionale delle verdure a foglia verde, più mi convincevo che fossero l’alimento più importante della dieta umana. Se solo fossi riuscita a trovare un modo per mangiarle volentieri così da consumarne la quantità necessaria per ottenere la salute perfetta!

Cercai un infinito numero di volte di forzarmi a mangiare grandi quantità di verdure a foglia sotto forma di insalata o da sole, ma alla fine scoprii che non ero fisicamente in grado di farlo. Dopo circa 100 g di verdure in foglia sminuzzate, mi veniva sempre un gran bruciore di stomaco, oppure mi sentivo nauseata.

Un giorno, mentre leggevo un libro di biologia, rimasi affascinata dalla composizione sorprendentemente resistente delle piante. Pare che la cellulosa, la loro componente principale, abbia una struttura molecolare fra le più forti del pianeta.

Le verdure a foglia verde contengono più sostanze nutritive di qualsiasi altro gruppo di alimenti, ma tutte queste sostanze sono immagazzinate nelle cellule delle piante. Queste ultime sono costituite da materiale resistente, probabilmente ai fini della sopravvivenza, per far sì che gli animali abbiano difficoltà a mangiarle. Per rilasciare tutte le preziose sostanze nutritive contenute all’interno delle cellule, è necessario spezzarne le pareti cellulari, impresa per nulla facile, vista la loro resistenza.

È per questo motivo che mangiare le verdure a foglia senza masticarle a fondo non soddisfa i nostri bisogni alimentari: occorre masticarle fino a ottenere una consistenza cremosa per ricavarne i grandi benefici. Inoltre, per digerire i minerali e le vitamine che vengono rilasciate grazie alla masticazione, l’acido cloridrico prodotto nello stomaco dev’essere molto forte, con un pH compreso fra 1 e 2.

Queste due condizioni sono assolutamente e irrinunciabilmente necessarie per l’assimilazione delle sostanze nutritive rilasciate dalle verdure a foglia. Ovviamente, quando avevo cercato di mangiarle allo stato naturale, non le avevo masticate così a fondo, e probabilmente il livello dell’acido cloridrico nel mio stomaco non era sufficientemente alto. Ne erano risultati sgradevoli segni di cattiva digestione e un disgusto generale per tutte le verdure verdi.

Dopo parecchi decenni di alimentazione a base di cibi pesantemente trasformati a livello industriale, quasi tutti noi abbiamo perso la capacità di masticare in modo normale.

Le nostre mandibole sono diventate così strette che la maggior parte di noi deve portare l’apparecchio ortodontico perché non c’è abbastanza spazio per tutti i denti, nemmeno dopo l’estrazione di quelli del giudizio. I nostri muscoli mandibolari sono diventati troppo deboli per masticare a fondo le fibre resistenti. Il mio dentista mi ha esortato più volte a essere più indulgente con i miei denti, a non mangiare a morsi frutti e ortaggi di consistenza dura, e semmai a grattugiare le mele e le carote. Molti di noi hanno i denti otturati o incapsulati, oppure li hanno persi del tutto.

Tutti questi ostacoli rendono praticamente impossibile masticare le verdure a foglia fino a ottenere la necessaria consistenza.

Ecco perché decisi di provare a “masticare” le verdure utilizzando un frullatore Vita-Mix. La prima volta feci frullare un mazzo di cavolo a foglia lunga (kale) con un po’ d’acqua. Pensavo: “Ora chiudo gli occhi, mi tappo il naso e bevo”. Ma subito dopo aver sollevato le palpebre, le richiusi istantaneamente perché ero nauseata dal forte odore di erba. Quella mistura di colore verde scuro, quasi nero, era totalmente improponibile.

Dopo un po’ di brainstorming, aggiunsi alcune banane e ripresi a frullare. E fu allora che ebbe inizio la magia. Lentamente, e non senza un po’ di trepidazione, tolsi il coperchio e annusai: con mia grande sorpresa, quel miscuglio verde brillante aveva un profumo davvero gradevole.

Ero così ansiosa di assaggiarlo che cominciai a berlo direttamente dal frullatore. Ne presi un piccolo sorso e mi sentii invadere dalla gioia: non era soltanto saporito, era buonissimo!

Né troppo dolce, né troppo amaro, aveva il sapore più insolito che avessi mai assaggiato, e bastava una parola a descriverlo: freschezza.

Continua a leggere La rivoluzione dei frullati verdi

La rivoluzione dei frullati verdi – Estratto da “Le Virtù Terapeutiche dei Frullati Verdi”

Le Virtù Terapeutiche dei Frullati Verdi – Come prevenire: depressione, obesità, colesterolo alto, infezioni respiratorie, malattie cardiovascolari, infiammazioni, disturbi intestinali, ecc… vai alla scheda del libro > 

Facebook Comments

Precedente Nutri la tua naturale bellezza con queste 4 ricette Successivo Le Virtù Terapeutiche dei Frullati Verdi