L’Incantatore di Pensieri

I pensieri inutili hanno l’abilità di insinuarsi nella nostra mente come vere e proprie serpi fastidiose. Un metodo di pensiero consapevole riduce la spirale di domande, dubbi, mezze risposte e ci permette di guarire dal “vizio di pensare”.

Ryunosuke Koike è un giovane monaco buddhista e un vero e proprio “incantatore di pensieri”. Il suo metodo rende la mente più leggera, libera dalle informazioni superflue, capace di utilizzare i cinque sensi in modo davvero cosciente e di dominare emozioni e passioni.

Il nuovo buddhismo di Koike è un vero e proprio “modo per allenare la mente” fondato sulla capacità di autodisciplina tipica della cultura orientale.

Cambia mentalità in modo leggero, efficace e stimolante, elimina i pensieri di troppo, aumenta la tua energia e creatività!

Anteprima – L’Incantatore di Pensieri

L’esercizio per regolamentare la mente e per “pensare in modo retto”

Fino a questo punto ho illustrato come, a forza di “pensare”, le persone diventano ignoranti. Ovviamente ciò non significa che “non si debba pensare”.

Nella pratica buddista esiste il cosiddetto “Ottuplice Sentiero“. Si tratta delle otto strade seguite dagli uomini per mettere in pratica uno stile di vita retto.

Per raggiungerlo, le fasi da seguire sono le seguenti:

Prima fase: autoimporsi delle regole ed edificare un cuore che non vacilla.

  • Shoshiyui (Retta Intenzione: regolamentare il contenuto del proprio pensiero).
  • Shogo (Retta Parola: regolamentare le proprie parole).
  • Shogo (Retta Azione: regolamentare le proprie azioni).
  • Shomyo (Retta Sussistenza: regolamentare il proprio modo di vivere).

Seconda fase: sviluppare la propria concentrazione.

  • Shojyo (Retta Concentrazione: concentrarsi).
  • Shoshojin (Retto Sforzo: purificare la mente).

Terza fase: rendersi conto.

  • Shonen (Retta Presenza Mentale: raffinare i sensori della mente).
  • Shoken (Retta Visione: illuminarsi).

La Retta Intenzione, ossia “esercitare un pensiero giusto” o “pensare rettamente”, appartiene alla prima delle tre fasi citate.
Si tratta della condizione minima e sufficiente che permette in un determinato momento di pensare nel modo più adeguato, ad esempio nell’atto del lavare i piatti, quale sarebbe l’ordine più efficace per non sprecare acqua e per usare meno sapone possibile.

Ma se intervengono inutili stati d’animo, mentre ci accingiamo a tale operazione e notiamo del cibo avanzato nel piatto di nostro figlio, ci capiterà di perdere la pazienza pensando che sarebbe il caso che pulisse il piatto e domandandoci il perché si comporti sempre così. Arrabbiarsi in questo caso, però, non ha alcun senso per due motivi.

In primo luogo, mentre siamo persi in tali pensieri, dimentichiamo il fatto di lavare i piatti e il proposito di farlo senza sprecare tempo. In secondo luogo, se desideriamo che nostro figlio pulisca il piatto, non serve a niente prendersela con lui. Piuttosto sarebbe opportuno dirglielo mantenendo la calma, nel modo seguente: «Io cucino per tutti voi, quindi ci rimango male quando non pulisci il piatto. Per questo mi arrabbio quando li lavo. Dato che viviamo tutti insieme, io non ho voglia di innervosirmi e penso che neanche tu lo voglia vedendo la mia faccia seccata. Quindi mangia per favore, va bene?».

Allo stesso modo, quando vogliamo trascorrere dei momenti piacevoli con il nostro partner, invece di pensare ai fatti sgradevoli sul lavoro, dovremmo in quel momento cercare di creare un’atmosfera piacevole per entrambi.

Il pensiero che non spreca l’energia inutilmente, che pensa la condizione minima e sufficiente più adatta a soddisfare le esigenze del momento, che sa come eliminare i pensieri inutili e quelli che si muovono a vuoto e che in più riesce a superare gli stati d’animo, è il punto di partenza della pratica buddista e anche il suo traguardo.

L'Incantatore di Pensieri - Libro
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